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Graziano vs Stasi, ovvero l'eterna lotta tra politica e antipolitica


Breve riassunto di come è andata domenica 26 maggio. Alle prime elezioni per il sindaco della città unica, per molti osservatori politici si sono perse le certezze degli ultimi mesi, caratterizzate dall’invincibile armata del Generale e dall’agguerrito gruppo di Gino Promenzio, per acquisirne un’altra: la forza di Flavio Stasi, che, come noto, ha fatto il botto, ottenendo al primo turno quasi il 41 per cento dei voti, dieci punti in più di Graziano, appunto, e tredici in più di Promenzio, escluso dal ballottaggio. 

Ma chi pensa che quello di Stasi sia stato un successo straordinario e inaspettato, quasi un fulmine a ciel sereno, sbaglia di grosso, poiché il giovane ingegnere rossanese pur non essendo mai stato considerato favoritissimo (infatti, si diceva che al massimo si sarebbe giocato il secondo posto con Promenzio), ha costruito la propria affermazione crescendo, passo dopo passo, grazie alle sue battaglie contro la vecchia politica, per l’ambiente, la legalità e i diritti civili, nei consensi di un elettorato che l’aveva ormai individuato come unico baluardo dell’antipolitica,   LEGGI ARTICOLO COMPLETO

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