Se c’è qualcuno che interpreta a proprio uso e consumo leggi e circolari è proprio il Pdl. Stendiamo un velo pietoso sull’uso di Decreti Legge, che modificano le regole del gioco in corso, e vediamo nel merito di che cosa viene accusato il Sindaco.
Il reato, la colpa è quella di aver chiesto criteri oggettivi, imparziali, equi, per dare una opportunità a tutti coloro che ambivano a fare questa esperienza di scrutatori, anche per raggranellare una piccola somma che in tempi di crisi fa sempre comodo? Il sorteggio, dunque, era e rimane una opportunità da decidere, all’unanimità, prima della seduta di nomina. Sono distratti gli interlocutori della destra e non leggono nemmeno la stampa quotidiana. Proprio su quella di ieri veniva in grande rilevanza la notizia del sorteggio degli scrutatori nella Città di Rende, di Paola e di San Giovanni in Fiore (analoghe notizie giungono ogni giorno da svariati Comuni). Ma il segno dello sprezzo per le istituzioni e della volontà di andare avanti senza mollare un minimo di potere, lo si coglie proprio nella decisione di una esponente eletta nella maggioranza di centro sinistra, da questa nominata nella Commissione elettorale comunale e passata poi, armi e bagagli, al Pdl. Il Sindaco, che le leggi le rispetta eccome, in apertura di quella seduta ed ancor prima con una lettera indirizzata allo stesso soggetto, ha chiesto il rispetto della rappresentatività all’interno della Commissione. Infatti, la normativa stabilisce con chiarezza che la Commissione elettorale è composta da due rappresentanti della maggioranza, uno della minoranza, più il Sindaco che la presiede. È ovvio che nel momento in cui un rappresentante che siede in quella Commissione, in nome e per conto della maggioranza, cambia casacca, decide di giocare con un’altra squadra, non può rimanere in quell’organismo. Se lo fa, vuol dire che non vuole mollare un sia pur minimo potere di designazione. I cittadini sapranno discernere fra chi, come il Sindaco, ha proposto “andiamo al sorteggio”, e chi pratica altre vie, a prescindere da pretesti addotti a suffragio di tesi, come sempre, fantasiose ed alchimistiche.



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