Si rimane davvero sbigottiti nel leggere determinate dichiarazioni di un Sindaco e di una maggioranza, ormai al capolinea, che dimostrano giorno dopo giorno tutta la loro pochezza politica e amministrativa. Nelle dichiarazioni risaltano concetti come: “Salto della quaglia” o “coerenza”, e per questo verrebbe da dire subito “da che pulpito viene la predica”. Che il sindaco di questa città sia caduto nell’oblio, questo i rossanesi lo sanno bene,
che lo stesso sindaco e la sua maggioranza siano arrivati al capolinea, su questo i Rossanesi non hanno dubbi. Che gli scenari politici possano evolversi con schieramenti diversi dal passato, per progetti e programmi futuri, questo è sinonimo di democrazia, farlo nelle sedi istituzionali e renderlo pubblico attraverso un’incontro con i giornalisti, diventa testimonianza politica di correttezza, di trasparenza e di libertà. Tapparsi gli occhi per non riconoscere scelte di campo già fatte e consolidate nelle tornate elettorali delle provinciali ed delle Europee, diventa mistificatorio e non onesto. Che il programma elettorale del 2006, sia stato disatteso, è un fatto fuori discussione, punti come: riorganizzazione della macchina comunale, politiche per l’urbanistica e per le infrastrutture (edilizia residenziale e abbandono delle contrade), politiche per l’agricoltura, politiche per le attivita’ economiche e produttive (Area PIP, Piano spiaggia, Zona Asi), le questioni irrisolte dell’ENEL e delle DISCARICHE I Contratti di Quartiere II, il Piano Strategico, la Zona Franca Urbana, non sono altro che, anche, la testimonianza dell’opera di programmazione e di responsabilità politico/amministrativa espressa dal centrodestra, come in passato, oggi in Consiglio Comunale e nel Governo centrale. Il fallimento del sindaco e, di quello che gli è rimasto della sua maggioranza, non riguarda solo l’attuazione del programma, ma anche e soprattutto l’aspetto politico e morale. Filareto spieghi alla città, perché ha scelto di governare con una giunta in cui più della metà dei componenti (compreso lui) hanno rapporti di parentela diretta e indiretta con i consiglieri comunali, alla faccia della coerenza e della moralità, caso unico in ITALIA. Dica Filareto, perchè dal 2008 la sua maggioranza si regge con il respiro artificiale che gli proviene da un consigliere eletto nell’allora schieramento di centro destra, altro che salto della quaglia. Dica Filareto, perché oggi, nella sua maggioranza non ci sono cinque partiti e quattro consiglieri, che lo portarono alla vittoria elettorale nel 2006. Dica Filareto, perché oggi, non ci sono più gli assessori: Pirillo, Olivo, Bevacqua, Graziano, Accroglianò. Occorre, a questo punto precisare che mentre ancora oggi, a distanza di quattro anni dall’insediamento nel Comune di Rossano, nell’attuale maggioranza si fanno discussioni solo su spartizioni di posti di potere, noi per coerenza politica abbiamo deciso di abbandonare la giunta per passare all’opposizione, dimostrando di non essere attaccati affatto alle poltrone e di non aver alcun tipo di interesse. Come vede Sindaco, rispettando la persona, le diciamo che lezioni di moralità e di coerenza politica da lei non ne possiamo proprio accettare, questo tipo di reazione, scomposta e inopportuna, forse desiderata e voluta da qualche ombra che l’accompagna, non ci appassiona. Riteniamo non dover più ritornare su questa vicenda abbandonando il terreno della polemica a tutti i costi, sterile e quanto mai pretestuosa. Siamo convinti che la politica, debba recuperare il ruolo della responsabilità e del rispetto dei cittadini, innalzare il livello della dialettica. Oggi, occorre voltare pagina, dare sostegno a uomini politici, determinati e di comprovata esperienza amministrativa, Geppino Caputo consigliere e Scopelliti Presidente rappresentano il cambiamento.
Galdino Accroglianò e Pino Mascaro



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