Una vera e propria offesa gratuita e personale. E’ quella perpetrata dal sindaco di Rossano al Popolo della Libertà in Consiglio comunale che, infischiandosene del buon senso, dell’incarico che ricopre, senza mezzi termini ha espresso parole assolutamente mortificanti nei confronti del capogruppo Ernesto Rapani.
Parole inaccettabili e di bassissima lega. Da li la decisione di abbandonare la seduta. Pomo della discordia? Il punto all’ordine del giorno riguardante il mercato domenicale. Nel corso della discussione più volte il Pdl, con i consiglieri Antoniotti e Rapani, ha rimarcato come il partito non sia contro l’istituzione dei mercati. Bensì si è contestata la metodologia adottata dall’Amministrazione comunale: non è ammissibile accettare ed avallare, decisioni calate dall’alto. “Non siamo contrari ai mercati – hanno rimarcato i due consiglieri martedì sera in Assise – ma non è plausibile appoggiare le scelte di questa amministrazione che vuol calare le decisioni dall’alto e quindi decidere solo in un secondo momento l’ubicazione del mercato domenicale. Se questa maggioranza insisterà a voler imboccare le decisioni senza un confronto, ci vedremo costretti ad abbandonare l’aula giacché il numero legale senza di noi verrebbe a mancare. Già siete risicati – ha aggiunto Rapani riferendosi ai banchi della maggioranza – e ciò dovrebbe farvi riflettere, perche questa è una maggioranza sfilacciata. è inutile chiamare al telefono i vostri consiglieri, non risponderanno”. A quel punto, la replica del Sindaco è scesa su livelli personali: “Consigliere Rapani, noi non caliamo decisioni dall’alto – ha detto – e da lei non me la sarei aspettato, perché sa bene come le sono stato vicino in un episodio che l’ha colpita”. E’ stato a quel punto che il consigliere Rapani, su tutte le furie ha abbandonato l’aula insieme a tutti i consiglieri di minoranza. “Sindaco – la controreplica di Rapani – se l’atto di solidarietà manifestato nei miei confronti è partito dal cuore bene, se l’ha fatto perché le dovessi dire grazie, beh, se la può tenere”. Questi i meri fatti. Raccontati ad onor di cronaca e come si potrà facilmente evincere dalle riprese televisive, affinchè i rossanesi valutino da soli quanto sia meschina questa gestione politica della città e quanto il Sindaco colpisca a livello personale quando si vede con l’acqua alla gola. Perché noi del Pdl stavamo tenendo in piedi il Consiglio, noi del Pdl avevamo teso la mano cercando di costruire ma ribadendo di non accettare quelle decisioni calate dall’alto. Di tutta risposta sono giunte quelle offese perché se si rinfaccia a quel modo un gesto solidale, vuol dire che non si sa più a quale santo votarsi. La nostra buona volontà è comprovata dal fatto che sui primi due punti all’ordine del giorno, pur non essendo passati dalle commissioni di riferimento, non si era fatta alcuna polemica. Punti poi giustamente ritirati dall’odg. Abbiamo tenuto il numero legale anche per l’approvazione di altri due punti in programma. Quale sarebbe, chiediamo al sindaco, questa strategia della quale ci ha accusati? Se avessimo avuto in mente quelle elucubrazioni mentali del primo cittadino, non ci saremmo nemmeno seduti fra gli scranni della Sala consiliare. Ed invece non solo ci siamo seduti ma abbiamo fattivamente partecipato. E solo quando si è scaduto nel personale, non potevamo consentire ulteriori offese. Ripensi, Filareto. Ripensi a ciò che ha detto e chieda scusa non a noi, ma alla “sua” città che ha mortificato.



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