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Cambiare classe dirigente locale o tenerci quella vecchia? Questa e’ la sfida del 4 marzo.

Quale significato politico preciso hanno le prossime elezioni del 4 marzo per il territorio dell’alto e medio jonio calabrese ? I problemi che abbiamo in eredità sono molti e sono stati evidenziati già prima della campagna elettorale: gravi carenze nel trasporto ferroviario, collegamenti stradali insufficienti, sottoutilizzo del porto di Corigliano,

 rete dei servizi ospedalieri depauperata con ospedali fantasma, uffici pubblici e sistema scolastico con problemi strutturali ( edifici a volte fatiscenti o con problemi) e servizi per il cittadino inadeguati alla modernità anche perché le nostre burocrazie si sono formate culturalmente molti anni fa. Queste carenze del sistema rendono poco competitive le nostre produzioni agricole e il turismo è ancora affidato alla spontaneità delle iniziative senza che il sistema economico e politico lo sostenga adeguatamente. Cioè le banche non aiutano il territorio e le iniziative economiche devono affrontare notevoli difficoltà per reggere la concorrenza con altre aree italiane e mediterranee. Ora questa situazione è venuta avanti così per caso o ci sono delle responsabilità in chi ha guidato le assise politiche locali e ha mandato i suoi rappresentanti nelle istituzioni regionali e nazionali? Questa è la domanda corretta: se noi andiamo a guardare nello specifico vediamo che il governo ( i vari governi di centrodestra e centrosinistra) negli ultimi quindici anni hanno fatto politiche di taglio delle risorse. I nostri rappresentanti hanno subito passivamente questo depaupera mento delle nostre istituzioni locali e del nostro sistema di trasporti e welfare di assistenza sociale e culturale. Così i governi hanno fatto chiudere il tribunale e questo ha avuto conseguenze economiche nefaste, e l’unico rappresentante che avevamo G. Dima (oggi al fianco di E. Rapani) non ha fatto nulla o quasi per difendere il territorio, anzi è stato accusato ( non so se a torto o a ragione) di avere firmato un documento governativo o parlamentare di chiusura dei tribunali, compreso quello di Rossano. E i sindaci? Purtroppo anche i sindaci appartenendo alle stesse parti politiche nazionali non sono stati in grado di combattere nei propri partiti le battaglie giuste , o perché non erano all’altezza, oppure perché si sono accontentati delle briciole e ogni tanto facevano qualche comunicato stampa che moriva lì. Questa è la verità: non abbiamo avuto una classe dirigente all’altezza : allora il 4 marzo invece abbiamo qui nel nostro collegio diversi candidati nuovi eletti dalla società civile di Rossano e Corigliano attraverso una consultazione popolare on line nel movimento cinquestelle, sotto la guida di una brava operatrice della cultura, una archeologa di Crotone che si è battuta per la valorizzazione dei nostri beni culturali contro le politiche governative che tendono ad oscurare la Calabria e le sue ricchezze culturali se non ad intaccarle con progetti di cementificazione( com’è avvenuto a >Crotone e Isola Capo Rizzuto) . Allora io dico: non ci lasciamo scappare questa occasione di mandare finalmente della gente nuova , pulita, che sia esente da qualunque forma di compromesso con le vecchie classi dirigenti locali che si sono dimostrate non all’altezza di difendere il nostro territorio. Se la gente capirà questo semplice concetto e i rappresentanti cinquestelle saranno eletti, io penso che ci sarà anche una ripercussione sul voto prossimo del sindaco della nuova città di Corigliano e Rossano e potrebbe iniziare un processo nuovo che avrà bisogno di tempo sì, ma che già garantirà quantomeno una maggiore credibilità delle persone che scegliamo. Se invece vogliamo mettere la testa sotto la sabbia e far finta di non vedere che alcuni locali che si candidano in passato hanno dormito sulle disgrazie del territorio ed oggi come se nulla fosse si ricandidano allora continuiamo a votare per gli stessi personaggi, ma poi allora è inutile lamentarsi della politica. Io dico invece a chi ancora non ha deciso nulla , che questa volta sia a livello locale sia a livello nazionale c’è la possibilità di cambiare rotta, di dare un taglio col passato e portare al governo gente nuova che non ha scheletri nell’armadio e non si è compromessa col potere e possa dare un futuro più sereno alle genti della nuova città di Corigliano e Rossano e del suo territorio.

FABIO MENIN

 

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